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Piscinas das Marés: esempio di complessa semplicità

Piscinas das Maré, di Álvaro Siza

Gli esperti di Iocasa.it

Ritratto di Raquel García Molina

Raquel García Molina

Architetto

E sì, tante delle cose belle che vediamo intorno a noi sono apparentemente semplici, ma dietro questa semplicità, se ci soffermiamo un po', scopriamo che si nasconde una grande complessità. È così, con questa complessa semplicità di cui sto parlando, che spesso viene descritta l'opera dell'architetto portoghese Àlvaro Siza.
Àlvaro Siza è una dei maggiori protagonisti dell'architettura contemporanea, vincitore di numerosi premi, con un ampio lavoro svolto in Portogallo e in altri paesi europei, in Brasile e in Corea del Sud.
In questo articolo ci concentreremo su uno dei primi interventi da lui effettuati come architetto indipendente: Piscinas das Marés, delle piscine di acqua salata situate sulla spiaggia di Leca de Palmeira, in Matoshinos, nei pressi di Oporto. E se fate un viaggio nel nord del Portogallo, sono senza dubbio una tappa obbligatoria, essendo uno dei siti più impressionanti di cui ho avuto il piacere di godere.

Secondo l'architetto, il progetto mira a ottimizzare le condizioni preesistenti in natura, poiché in quello stesso sito già vi era un principio di piscina naturale. Per completare il progetto è stato necessario sfruttare le rocce, e completare il contenimento dell'acqua grazie ad alcune pareti artificiali, solo quelle strettamente necessarie. Così è nato questo stretto rapporto tra il naturale e il costruito.

Piscinas das Maré, di Álvaro Siza

Siza ha escluso anche il minimo rimaneggiamento del terreno esistente e il suo obiettivo era quello di rispettare l'oceano e non sfidarlo; provare a far sì che il suo progetto diventasse parte di esso. Poiché le mappe topografiche erano inesistenti, l'architetto ha dovuto dedicare molto tempo a studiare, imparare e rilevare la posizione delle formazioni rocciose esistenti, sporgenze e rientranze, e stabilire quali di queste dovessero far parte del progetto.
Il materiale scelto è stato il cemento, materiale duro, grezzo, che si mimetizza con il paesaggio, anche per colore e consistenza.

Piscinas das Maré, di Álvaro Siza

Siza la definisce "architettura delle grandi linee". La sua missione è stata scoprire ciò che era disponibile in natura ed è già predisposto per ricevere la geometria, le sue geometrie. Perché, come l'architetto dice, "architettura è geometrizzare”.

Piscinas das Maré, di Álvaro Siza

Nella piscina per adulti, i muri sprofondando nel mare e si fondono con la formazione rocciosa, alla ricerca di quel senso di continuità con il mare, senza confini e transizioni, di paesaggio ininterrotto. Invece, la piscina per bambini è più protetta, all'interno dello sperone rocciosa e delimitata da un basso muro curvilineo di cemento.
L'area degli spogliatoi, delle lavanderie e dei bagni è ad un livello inferiore a quello stradale, consentendo così la vista ininterrotta del mare, e dalla città si vedono solo i tetti di rame verde che si confondono con il colore dell'acqua. Ma non è neanche allo stesso livello della spiaggia, diciamo che si trova ad un'altitudine intermedia, non appartiene né alla città, né all'oceano, è una transizione tra i due.

Piscinas das Maré, di Álvaro Siza

Vi si accede percorrendo una rampa che parte dalla strada, e man mano che si scende si perde di vista la città. Arriviamo a una serie di labirinti in penombra, tetti, legno, lucernari, impianti a vista, materiali resistenti... siamo nella zona degli spogliatoi, ed è qui che troviamo un grande muro di cemento che ci permette di vedere il cielo, la luminosità di ciò che ci attende, ma ancora nasconde il mare. Ci prepara a quello che ci aspetta dietro il muro, quando, voilà, appare tutta l'immensità delle piscine completamente integrate nell'Atlantico, obbligandoci a fermarci a contemplare la meraviglia davanti a noi.

Piscinas das Maré, di Álvaro Siza

Una vera delizia trascorrere una giornata in questo luogo, godere di quella splendida vista frustati da forti venti dell'Atlantico, respirare la tranquillità e la calma della natura in qualche modo "addomesticata". E, infine, guardare il tramonto mentre le onde si infrangono riempiendo tutto di schiuma, mentre l'oceano gradualmente invade la piscina sull'oceano, ricordandoci tutta la forza furiosa di cui è capace.

 

Info sull'autore

Da sempre con una grande passione per le città, dai piccoli e graziosi centri alle complesse metropoli, Raquel García Molina si è laureata in Architettura presso la Universidad Politécnica di Madrid, luogo in cui ha avuto modo di entrare in contatto con grandi nomi del settore. In particolare, oggi lavora nella ricerca sul patrimonio storico architettonico e sulla sostenibilità nell'edilizia nel Departamento de Ideación Gráfica della ETSAM (Escuela Técnica Superior de Arquitectura de Madrid). Ha grandi competenze anche nel campo web ed ha appena lanciato un nuovo progetto chiamato Studiotutor, legato al mondo dei progetti web e dei social network.

 

Raquel García Molina

 raquelgarciamolina@gmail.com

Ven, 28/02/2014 - 12:21
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