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Gli spazi comuni, ad esempio il condominio...

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Ritratto di Rosa Nicoletti

Rosa Nicoletti

Urbanista

Per spazio pubblico o spazio comune si intende per l’appunto un “bene comune” e qualcosa che è comune appartiene a più persone, a una comunità o a un’intera società, nessuno può appropriarsene in maniera individuale, tutti devono poterne godere, rispettando le regole che consentono a tutti di farlo. Sono infatti beni comuni l’acqua e l’aria, la storia dell’umanità e il suo futuro, sono beni comuni gli spazi pubblici.

Lo spazio condominiale presenta una situazione piuttosto delicata in quanto si pone un po’ a metà tra lo spazio pubblico e lo spazio privato. Esso appartiene non al singolo ma ad alcuni e non a tutti, e prevede sempre delle regole di condivisione per l’utilizzo, quindi alle volte crea problemi perché deve mettere d’accordo.

Pensiamo ad esempio, a quante discussioni nascono nei nostri condomini perché la famiglia che vive nell'attico ha un cane e vorrebbe utilizzare l'ascensore, i bambini che giocano a palla nel cortile disturbano l'anziana del primo piano, qualcuno vorrebbe parcheggiare l'auto nel cortile, qualcuno la bicicletta, e altri lo vorrebbero completamente libero.

Il regolamento condominiale

Si sa, convivere con gli altri condomini non è sempre facile, ma non molti sanno che esiste una specifica normativa che regola gli utilizzi di uno spazio comune, è il Libro Terzo, Capo II del Codice civile; in particolare, lo spazio comune è disciplinato dall’art. 117 c.c. Per gli edifici con più di dieci condomini la legge prevede l’obbligo di formare un regolamento che contenga le norme circa l’uso delle cose comuni. E tale regolamento può essere anche mutato a seconda delle esigenze dei condomini che possono variare nel tempo.

Il cortile, spacio comune condominiale

Ad esempio, il cortile ha come funzione naturale quella di dare aria e luce ai locali che vi si affacciano e di consentire il passaggio per accedere agli stessi. Dunque, è appunto il regolamento condominiale o l’assemblea (deliberando a maggioranza) che ne decide l’utilizzo; in mancanza di un regolamento, ogni condomino può usare il cortile come parcheggio a condizione che non impedisca agli altri condomini di fare altrettanto o che non alteri la destinazione d’uso.

Possono succedere dei paradossi, come ad esempio un regolamento che permetta di parcheggiare auto e motorini e non biciclette: queste ultime sembrano creare sempre particolari problemi, anche in spazi interni al palazzo, come sottoscala e ingressi o cantine, non a caso risale a qualche giorno fa la divulgazione di una petizione da far firmare nel comune di Roma, in ritardo rispetto a grandi città quali Milano e Torino.

Sta comunque al buon senso e a minime regole di civiltà una convivenza pacifica che alle volte può trasformarsi in uno spirito di famiglia allargata e comunità davvero gratificante, nonostante il postmodernismo!

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Info sull'autore

Si è laureata in pianificazione urbana e politiche territoriale presso il Politecnico di Milano nel 2006. È iscritta all’ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori di Matera e provincia al numero 504. Ha svolto analisi per la redazione del piano strategico della provincia di Milano e per la redazione del primo rapporto sull’immigrazione della provincia di Matera. Dal 2010 lavora presso Dea_società di ingegneria srl (Vezio De Lucia e associati), collaborando alla formazione di numerosi piani e strumenti della pianificazione di area vasta e assistenza a pubbliche amministrazioni.

rosa nicoletti

Gio, 15/11/2012 - 16:58
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