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Tutti contro l'Imu – Ma a ragione?

Imu - Cosa ci aspetta

Gli esperti di Iocasa.it

Ritratto di Monique Hofmann

Monique Hofmann

Team editoriale

E' passato quasi un anno ormai, da quando il governo tecnico di Mario Monti ha varato il Decreto “Salva-Italia che, tre le tante misure, comprendeva anche la reintroduzione dell'Ici sulla prima casa con il nuovo nome Imu. Eppure, ancora oggi e forse sempre di più, l'Imu continua ad agitare gli animi.

Nel 2008, dopo aver vinto le elezioni, il governo Berlusconi aveva abolito l'Ici sulla prima casa, cosicché di fatto, l'Italia era diventato l'unico paese in Europa a non avere una tassa sugli immobili.

Ora, facendo parte delle misure di austerity del governo, l'Ici sulla prima casa è tornata come Imu, Imposta municipale unica. “Unica”, perché dal 2015, insieme all'Imu verranno esatte anche la Tarsu e l'Irpef. Per la seconda casa invece l'aliquota dell'Imu è stata aumentata al 0,76%.

Come si calcola l'Imu

Ma come si calcola l'Imu esattamente?

Per calcolare l'Imu sulla prima casa, bisogna partire dal valore della rendita catastale, moltiplicarlo per il 5% (rivalutazione dell'immobile) e poi per 160 (il coefficiente fissato per l'Imu). Al risultato ottenuto bisogna poi applicare l'aliquota. L'aliquota di base e del 0,4%, ma può essere alzata o abbassata di due punti decimali dai comuni.

Dal risultato finale si possono detrarre 200 Euro (detrazione fissata per l'Imu sulla prima casa) più 50 Euro per ogni figlio residente nell'abitazione, anche se non a carico. La tassa può essere pagata in due o tre rate, di cui l'ultima rata, a dicembre, va calcolata a saldo sulle aliquote definitive stabilite dai comuni.

La tassa immobiliare in Europa

Pochi giorni fa, i dirigenti del Dipartimento Finanze del Ministero dell'Economia, in un'audizione alla Commissione Finanze della Camera, hanno consegnato un documento secondo il quale la tassazione immobiliare in Italia sarebbe più bassa rispetto ad altri paesi europei, molto più bassa. In realtà però, queste statistiche sono state fatte prima della reintroduzione dell'Imu.

Adesso, con la nuova Imu sulla prima casa, l'Italia si trova in linea con gli altri paesi dell'Unione Europea, dove la tassa sugli immobili è concepita come contributo versato ai comuni per il mantenimento o la costruzione delle infrastrutture necessarie per mantenere o aumentare il valore dell'immobile di cui si è proprietari.

Resistenza all'Imu

Perché allora, se in tutti i paesi europei esiste una tassa sugli immobili, solo in Italia si protesta e si polemizza? A questa domanda si può rispondere in tanti modi diversi, di cui vogliamo esporre solo due.

Da un lato, bisogna sicuramente dire che, anche se la tassazione sugli immobili si trovi in linea con la tassazione negli altri paesi europei, come ha dimostrato anche il dossier dell'Ue 2012 sulla tassazione in Europa, le tasse sul reddito dal lavoro e sul profitto delle imprese sono tra le più alte in Europa.

A questo si deve aggiungere che il costo della vita, in Italia, è abbastanza alto, nella media europea e soprattutto se viene messo in relazione al reddito. In quest'ottica, una tassa come l'Imu sulla prima casa è un ulteriore onere a carico del portafoglio degli italiani e che punisce soprattutto i piccoli contribuenti.

Basta tasse! L'Imu è troppo

C'è anche, però, chi dice che la protesta generale contro l'Imu sia solo il segno e il sintomo di una più profonda avversione degli italiani alle tasse e a quello Stato che vedono come un corpo estraneo che vuole soltanto derubarli e non già come rappresentante della loro comunità. In questa concezione, lo Stato non ha niente a che fare con il popolo e l'evocazione del bene comune suona solo come una minaccia di introdurre altre tasse con cui mettere in pericolo la felicità individuale dei “sudditi”.

Resta da sperare, allora, che Monti riformerà non solo l'economia, ma anche il senso civile.

Perché, in fin dei conti, le tasse sono necessarie, dato che garantiscono i servizi, le infrastrutture, lo stato sociale e gli sgravi fiscali per le imprese (che a loro volta favoriscono la crescita del paese). Tuttavia, per il futuro, si potrebbe auspicare una più equa distribuzione degli oneri – senza voler con questo, però, mettere in dubbio la ragion d'essere dell'Imu.

Ven, 28/09/2012 - 17:21
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