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Lighting designer: una professione in evoluzione tra tecnologia e percezione

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Ritratto di Laura Borsani

Laura Borsani

Consulente illuminotecnico

Mi sono spesso chiesta cosa sia un progettista illuminotecnico (o per essere internazionali un Lighting Designer): una professionalità che non è ancora particolarmente conosciuta e riconosciuta. Onestamente, non sono ancora riuscita a trovare una risposta esauriente: strano per chi lo fa di mestiere.

Il problema nasce dal fatto che occorre del tempo affinché le professioni nuove possano trovare un ruolo riconosciuto nel mercato, ruolo che è spesso legato alla formazione di una propria clientela, quest'ultima alla base dell’avvio della carriera del neo-professionista. Inoltre, si sente spesso dire che “in fondo mettere due lampadine in casa non è così complicato”. La questione, però, non è più solo quella di “mettere due lampadine”, come in passato, ma essere in grado di gestire questa “energia” sconosciuta in tutte le sue forme: l’illuminotecnica in fondo è una disciplina “nuova”, e quindi cela ancora molti aspetti completamente da scoprire.
Inoltre, i miei colleghi danno definizioni diverse in relazione alle proprie aspirazioni o specializzazioni: per alcuni la luce è arte e percezione (quindi legata allo spettacolo o all'ambito museale) per altri è rispetto delle normative ed alla logica dei numeri (quindi legata all'ingegneria), per altri ancora è un fatto di design: sicuramente è tutte queste cose, ma non solo.

In effetti in molti non riflettono sull’aspetto energetico, funzionale e cromatico della luce come un unico insieme. Pensiamo alle nuove tecnologie, per esempio ai LED: qualsiasi “esperto” è in grado di fornire pareri autorevoli, confondendo le idee a chiunque è interessato ad utilizzare questa tecnologia. Oppure pensiamo all’inquinamento luminoso (di cui tutti parlano, per quanto pochi sappiano esattamente di cosa si tratta), al risparmio energetico (“siamo veramente sicuri che utilizzare solo lampade a basso consumo sia sempre risparmio?”), all’economicità delle soluzioni, ai sistemi di controllo della luce, al comfort che vorremmo nelle nostre case (la luce giusta per ogni ambiente, troppa o troppo poca), all’integrazione tra luce e architettura. Inoltre non dimentichiamo quanto affermato da recenti studi per i quali una luce non adeguata influenzerebbe i ritmi sonno-veglia e la produzione di determinati ormoni.
Noi illuminotecnici dovremmo occuparci di tutto questo in modo serio e competente, aggiornando continuamente le conoscenze tecnologie (che in futuro saranno sempre più complesse) e legando il progetto illuminotecnico a quello architettonico. Dovremmo fare tutto ciò fuori dalle logiche commerciali che regolano un'azienda o un rivenditore, che spesso forniscono progettazioni gratuite, spesso qualificate, ma comunque legate alla fornitura degli apparecchi, e che quindi non sempre rappresentano le soluzioni migliori come qualità-prezzo presenti sul mercato.

Info sull'autrice

Laureata in architettura al Politecnico di Milano, Laura Borsani lavora da molti anni con Oxytech tenendo corsi di illuminotecnica e sull'utilizzo del software Litestar, anche a livello universitario.
Laura collabora, inoltre, con diversi studi di architettura e di ingegneria, svolgendo la funzione di consulente illuminotecnico.

LinkedIN: http://www.linkedin.com/in/lauraborsani
 

Lun, 03/09/2012 - 12:26
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